Il Rasoio ha detto NO

Tenete questa roba lontana da noi.

“E fammelo un sorriso!”

Ovvero come provocarmi un’irritazione immediata. L’uso della suddetta frase dovrebbe essere, per legge, concesso solo a persone che mi conoscono intimamente e sono legate a me da sentimenti profondi. Persone che possono permettersi di chiedermi di cambiare umore su loro richiesta.

Il che esclude i colleghi, la salumiera, l’amica dell’amica o il tipo che passa per strada che peraltro dovrebbero spiegare perché ci tengono tanto a vedermi piegare forzatamente la bocca all’insù. Cosa ci guadagnano? Che cavolo ne sanno se non ho appena pagato una bolletta da 300 euro, se non ho un brufolo sull’inguine o se non ho appena pestato un “ricordino” di cane e magari è per questo che non mi va di ridergli in faccia a comando?

Meno male che me lo hai detto, signor Mai Visto Prima, ora mi rendo conto che posso sorridere e il mondo diventerà più bello. Ma siamo scemi?

Se vuoi vedermi ridere FAMMI RIDERE, non chiedermelo.

Razor post (elettorale)

Ed eccoci qui, nel fatidico day after. Inutile piangere sul latte versato (meglio piangere sulla sparizione dei comunisti dal Parlamento), la realtà è questa. Stiamo ai fatti e affiliamo le lame. L’Italia ha bisogno di governabilità, lo si è detto molteplici volte e lo si è indicato come il compito assai gravoso che attendeva il futuro Governo.

Quindi, come prima mossa, Berluskete III ha sbandierato abolizione dell’Ici sulla prima casa e l’abolizione graduale della tassa sul bollo per auto, moto e motorini. Vabbè. Pensiamo a quelli che hanno casa ed auto. Quelli, come me, che non hanno casa ed auto, quelli per cui la casa è un miraggio e che non sono pochi, quelli… Chi se ne frega! E poi, i macchinoni ce li hanno in pochi, la benzina la fanno tutti… Berluskete perché non ci dici che le accise e la tassazione sulla benzina aumentano ed aumentano? Non ce lo dici? Non ce lo diranno neanche le tue televisioni, le quali avranno come unico merito quello di ispirarsi troppo alla lontana ad un maestro come Fellini: tristi e decadenti lustrini, fenomeni da baraccone, soubrettes e veline*. La Carfagna sarà ministro della Famiglia, l’ipotesi si fa sempre più tangibile.

Ci chiediamo chi abbia votato Pdl?

È Silvietto stesso a rispondere con la sua prima sparata: chi guarda al proprio portafogli, chi si preoccupa del bollo e dell’Ici. Chi, come l’Italia, ha smesso di guardare al futuro o, chi come gli Italiani, ha la memoria corta e ha perso l’ormai buffo “senso del bene comune”.

* Il termine “velina”, oltre che un invidiabile e sodo sedere sculettante, in gergo giornalistico, indica una comunicazione inviata dall’ufficio stampa del governo, di un partito, di un ente pubblico contenente informazioni da divulgare o suggerimenti relativi al modo di dare una notizia o di commentare un evento. Famosissime le “veline” fasciste, dalle quali deriva il nome, così chiamate perché venivano battute su sottilissima carta di riso e inviate in dozzine di copie. Il ministero per la Stampa e la Propaganda, diretto dal 1935 da Galeazzo Ciano, infine Ministero per la Cultura Popolare, istituito nel 1937, esercitarono una rigida supervisione attraverso costanti ordini a quotidiani e periodici, con cui il regime proiettò un’immagine serena e ottimistica della situazione italiana.

Mel Brooks for president

 

Teoria di oggi.

Esistono situazioni, pubbliche o private, piccole o grandi, che fin dall’inizio presentano analogie con un determinato film. Più la faccenda va avanti, più crescono le similitudini, i personaggi s’incastrano alla perfezione e le battute calzano a pennello.

Prendiamo, per esempio, le elezioni italiane 2008, che dal primo giorno sono state all’insegna di Frankenstein Jr.

Il motto del nostro paese, già da qualche anno, non può essere che uno: “Quale gobba?”.

Al che il grido di guerra di Uolter rimbomba viscerale: “Si può fare” (sic).

Arriva lei, l’unica e inimitabile, la Divina: Frau Daniela Blücher Santanchè (nitriti in lontananza).

Per finire il risultato: Silvio ululà con Bossi La Creatura ma “Poteva andare peggio, poteva piovere”. Indovinate che tempo fa?

Momenti Razor: “francamente”

la it-torta

Beh si, abbiamo fatto una cena tutta al femminile che abbiamo battezzato “Razor Night” e che si è conclusa con questo trionfo di panna. Pensavamo di mettere le foto on line ma sono francamente impubblicabili. Mettiamola così: se volete anche voi essere protagonisti di foto che si classificano come “francamente impubblicabili” e se anzi trovate tutto ciò morbosamente sfrugugliante invitateci pure a cena. Noi porteremo la torta e il tanto censurabile che è in noi. A presto!

Il Rasoio d’Argento. Ricette semplici per evitare serate complicate.

Dalle mie parti, per essere perfetta, una donna deve esserne almeno 3: padrona in salotto, cuoca in cucina e puttana in camera da letto. Ma dalle mie parti il rasoio non è ben visto: le donne possono permettersi il lusso dei peli superflui e, piuttosto che cercare la soluzione più semplice, è preferibile evitino di notare il problema.
La tripartizione di cui sopra apre a degli spunti interessanti come, ad esempio, la consustanzialità del divino e del femminile: uno e trino si pretende sia quello, une e trine si pretende siamo noi. Trine, poi, gode della duplice accezione di 3 per volta ma anche di leziosi merletti. Quindi 3X2, che fa 6, ma anche promozione della Sma.
Ma non siamo qui per questo.
Avendo a disposizione 3 variabili, le soluzioni sono ovviamente 3:
1. puttana e padronaconversazione raffinata, Sofficini e sesso acrobatico;
2. puttana e cuocagrembiulino, guepiere, vitello in crosta e parliamo di gossip;
3. padrona e cuocacasa perfetta, cena perfetta, letto perfettamente intatto.
Dunque, signore adorate, ecco a voi il Rasoio d’Argento: ricette semplici per evitare serate complicate.
Buon appetito.

Salmone in crosta di cristalli salini*

*Salmone al sale
Di quando affermiamo con spocchia di preferire il pesce alla carne, precipitandoci da sole nell’inferno di verificare la cottura di qualcosa ancora avvolto nella propria pelle.

L’inizio è la parte più difficile: compra un salmone e ricordati di fartelo pulire. Se non lo fai, preparati a conoscere il meraviglioso mondo delle viscere di pesce. Torna a casa. Accendi il forno a 180°. Ora guardati intorno finché non trovi un tegame basso, rettangolare e in vetro: complimenti, hai scoperto di avere una teglia. Bagnala con un po’ d’acqua e un goccio d’olio* (goccio: un cucchiaio o due cucchiaini o un fondo di bicchiere. E comunque non la quantità che usa zia Rosa per la caponata). Adagia il salmone sul suo viscido liquido letto e ricoprilo completamente di sale grosso. Infilalo nel forno per mezz’ora e abbandonalo al suo destino. Fatti una doccia, vestiti, mettiti in piega le ciglia, chiama tua madre che ti deve raccontare di zia Rosa che a momenti dava fuoco a casa per cuocere la caponata, togli i calzini sporchi dal pavimento della camera da letto, fai sparire le pantofole a forma di delfino, apparecchia. Il salmone è pronto.
Suggerimenti:
• aggiungi al sale grosso un qualunque sale colorato – non sa di niente, ma è tanto posh;
• porta in tavola il salmone ancora nella sua crosta e lascia al tuo commensale il piacere di farla esplodere in mille direzioni.

*PRIMA l’acqua, POI l’olio. Se non ti fidi ti meriti di scoprire da sola il perché.

Il rasoio ha detto sì

Ci piace. Approviamo. Servizi, beni di consumo e idee che meritano il bollino Razor.

Pillpaks

In tempi di medici obiettori di coscienza, crociate anti-abortiste e strumentalizzazioni varie, noi andiamo avanti per la nostra strada, decidendo se, come e quando e soprattutto, perché no, con quale stile…!

Pillpaks è una serie di porta-pillola anticoncezionale con allarme che trovate al seguente indirizzo: http://www.pillpaks.com/.

Pelo e contropelo – le razor-recensioni in 3 passate

Tutta la vita davanti

di Paolo Virzì

1/pelo: Hanna Arendt è più precaria di Guendalina del GF

2/contropelo: le canzoni ci parlano

3/dopobarba: amaro e poetico. 4 rasoi su 5

 

Juno

di Jason Reitman

1/pelo: la poetica indie/nerd spiegata al resto del mondo

2/contropelo: Ferrara falla finita

3/dopobarba: surreale e divertente. 3 rasoi su 5

 

La Zona

di Rodrigo Pià

1/pelo: gli zombie siamo noi

2/contropelo: abbiate paura di chi ha paura

3/dopobarba: intenso e disturbante. 3 rasoi su 5

 

Amore, bugie e calcetto

di Luca Lucini

1/pelo: sottotitolo: famiglie, ragazzini e rimbambiti

2/contropelo: tutta la noia dell’Italia

3/dopobarba: banale e si ride poco. 1 rasoio su 5

 

 

 

 

Consigli di bellezza – The recovery issue

Ovvero, i rimedi d’emergenza per tornare presentabili anche dopo le botte peggiori.

Dopo una sbronza

  • Spazzolino, dentifricio e tante gomme da masticare, perché è inutile rifarsi il trucco se puzzi ancora di vecchia ubriacona.
  • Occhiali da sole, perché il correttore copre solo le occhiaie, non le tue pupille spiritate.

Dopo una delusione d’amore

  • Sonniferi, perché la perdita di un uomo si supera, ma la perdita di sonno fa venire le rughe.
  • Tacchi, anche se sei alta 1,80, così invece di piangere per il tuo cuore spezzato imprecherai per i tuoi piedi doloranti.

Dopo una giornata devastante al lavoro

  • Uno o due drink piuttosto potenti, perché una volta uscita dall’ufficio, urge far uscire l’ufficio da dentro di te.

Quando un brufolo compare senza invito

  • La scollatura più profonda che puoi, così attirerai gli sguardi su protuberanze più interessanti.

E poi? Se avete un dubbio o un problema di beauty, scriveteci pure.

I Consigli di Bellezza Razor sono qui per aiutarvi!

Chick Chat

Chick 1 e Chick 2 si scambiano messaggi istantanei in tempo reale per discutere questioni vecchie come il mondo.

Chick1@xxxx.it scrive:

Dicevo… non so cosa è peggio, quello che ti salta addosso e poi non ti caga o quello che ti caga e non ti salta addosso

Chick1@xxxx.it scrive:

forse il secondo

Chick2@xxxx.com scrive:

ma che ne so

Chick1@xxxx.it scrive:

ma che ne so… davvero

Chick2@xxxx.com scrive:

mi scoppia la testa, ti giuro, pensare che 10 anni fa mi vedevo ora sposata e con figli… buffa la vita, no?

Chick2@xxxx.com scrive:

invece mi chiedo ancora perché ci sono uomini indefinibili!

Chick1@xxxx.it scrive:

la vita fa schifo, cioè non per quello che hai detto, ma perché è un casino

Chick2@xxxx.com scrive:

si ma attenzione, non dico che è meglio marito e figli, è solo che uno pensa certe cose poi ne accadono altre

Chick1@xxxx.it scrive:

si, capito

Chick2@xxxx.com scrive:

ma va bene così, perché c’è sempre un perché per le cose che hai intorno

Chick1@xxxx.it scrive:

anche per le situazioni di cacca?

Chick2@xxxx.com scrive:

probabilmente si, insomma alla sfiga ci credo poco

Chick1@xxxx.it scrive:

si quello anche io

Chick2@xxxx.com scrive:

magari una piccola percentuale, mettiamola in conto

Chick1@xxxx.it scrive:

si magari coincidenze mancate o opportunità che arrivano quando non sei pronta, e che rimpiangi … e dici ma perchè non adesso?

Chick1@xxxx.it scrive:

mi sento così sfigata!

Chick2@xxxx.com scrive:

ma tu ora sei diversa da quella del passato, ed è inutile pensare a ciò che non è successo, bisogna imparare a vivere il momento

Chick2@xxxx.com scrive:

non c’è niente di immutato, tutto scorre, lo sai

Chick1@xxxx.it scrive:

quel coglione di Eraclito…

Il suono di tutto

Tutte le storie d’amore hanno una colonna sonora, una canzone che le definisce. Alla nascita, all’apice della passione, alla fine, dopo la fine.

Il percorso va da un’euforica Kylie Minogue che strilla “I just can’t get you out of my head” in mezzo a una pista da ballo, all’agonia di Kurt Cobain che rantola “Where did you sleep last night”. Per finire con “Dig, Lazarus, Dig”, e Nick Cave cinico quanto basta per ricordarci che dai buchi neri si entra ed esce più volte nella vita. E si risorge comunque.

Relazioni a parte, il gioco di oggi è attribuire a tutti – e tutto – un genere musicale. Ricordate quella trasmissione in cui si parlava di lento vs. rock? Si può fare di meglio.

Per intenderci:

Nick Hornby è brit pop anche se ascolta soul, Oscar Wilde è glam rock e Jane Austen è Tori Amos anche se sono morti da un sacco di tempo. Per non dire che mi sono arenata sugli scrittori inglesi, Francesco Totti è Beach Boys anche se ascolterà Eros Ramazzotti.

Fabio Volo è bossa nova.

Fabrizio Corona è dance music rumena.

Batman è techno minimale mentre Joker è electroclash.

Robin è una canzone di Elton John.

L’Ikea è un carillon da film dell’orrore.

Le code in autostrada hanno il suono di un bambino che piange sul sedile posteriore.