IL rasoio ha detto sì

Ci piace. Approviamo. Servizi, beni di consumo e idee che meritano il bollino Razor.

 

www.musicovery.com

 

Musicovery.com è una web radio interattiva che trasmette canzoni in streaming, ma la sua particolarità è che fa quello che avremmo sempre desiderato dalla musica che accompagna le nostre mattinate al lavoro ed al pc, presto anche sul cellulare ed in tv: adattarsi al nostro stato d’animo.

Per poter accedere all’ascolto basta creare un account gratuito ed è subito fatta perché l’interfaccia è intuitiva e anche molto pop: è molto più facile farlo che spiegarlo!

 

 

Oltre a selezionare l’umore dal sistema di assi (dark-positive/ energetic-calm) sulla sinistra che prevede anche le sfumature, si può ovviamente scegliere il genere (contraddistinto da un diverso colore) e anche restingere la selezione ad una epoca “storica”. E se dopo aver ascoltato i Radiohead (subterranean homesick alien), gli Smashing Pumpkins (1979) non si sa per quale motivo spunta fuori un Joe Cocker (night calls) possiamo anche eliminare per sempre la canzone dalle nostre future playlist.

girls just wanna have fun

Tra le tante cose difficili da capire nella vita ce n’è una che ogni tanto mi perplime più delle altre. Non è il ritorno del Cubo di Rubik, no, ma è ugualmente misteriosa ed è la faccenda della parità tra uomini e donne. La parità anni addietro sembrava una cosa lontana da raggiungere, uno slogan femminista, una battaglia tutta da combattere. Oggi, non solo questa famosa parità non è stata raggiunta perché le donne fanno tutto quello che facevano una volta (leggi: famiglia, casalinghe, ecc) più quello che volevano raggiungere (leggi: lavoro fuori casa, autonomia, ecc) senza nessun aiuto e possibilmente con uno stipendio inferiore; ma addirittura questa supposta parità è diventata lo spauracchio degli uomini che a causa sua si sentono detronizzati, fragili, stretti nell’angolo, a volte passivi/aggressivi. C’è chi per la parità non apre più gli sportelli delle macchine, chi si impunta per pagare alla romana, chi sogna solo geishe tailandesi e chi è diventato frocio. Poi c’è anche chi fa il moralista. Mi sono ritrovata a guardare questo video sul blog di un collega di Radio Deejay: Rocco Siffredi, ormai lanciatissimo nell’operazione di reinventarsi tra libri, film d’autore, compilation e linea di abbigliamento, va negli studi della radio e dopo la trasmissione le redattrici ne approfittano per scherzare. Ci vanno giù pesante e io mi diverto molto a vedere un gruppo di ragazze che giocano goliardicamente con il re del porno.      Però poi il proprietario del blog commenta con un amico: ma guarda queste donne, rincorrendo la parità (eccola, la pietra dello scandalo) hanno preso il peggio degli uomini. E io: perchè le donne non possono scherzare col porno? Non fate i moralisti solo quando fa comodo a voi! E loro, gli uomini: ma no anzi, vedendo le donne che si comportano come uomini riflettiamo su quanto sono odiosi i nostri lati peggiori. Ahhhhhh…  Allora semplificando e rasoiando qua e là possiamo dire che come al solito Cindy Lauper aveva ragione: girls just wanna have fun (but men still cannot take it, n.d.r.).

Il Rasoio ha detto sì

Ci piace. Approviamo. Servizi, beni di consumo e idee che meritano il bollino Razor.

The Movie Spoiler T-shirt

Per chi vuole sapere come finiscono i film ma non ha la pazienza di vederli o per chi non sopporta il troppo hype intorno ai colpi di scena finali, qualche nerd ha creato la maglietta ideale. Si può comprare qui.

ATTENZIONE, SPOLIER: se non volete sapere come finiscono i film, non leggete il contenuto dell’immagine.

movie spoiler t-shirt

Consigli di bellezza – Fedeli alla linea Razor

Ovvero: l’annosa questione della dieta dal punto di vista Razor Sister.

Per mantenersi in forma, servono la giusta impostazione mentale e una certa presa di coscienza. Nella dieta, come nella vita, l’importante è non prendersi in giro da soli. Ecco alcune regole d’oro per rasoiare via il sovrappeso:

  • Se hai trovato una dieta che non ti fa fare la fame, probabilmente non funziona. O stai barando.
  • Noioso non vuol dire magro: 300 grammi di riso in bianco non sono un pranzo dietetico.
  • Nemmeno sano vuol dire magro: anche se hai scelto quello integrale col miele, hai fatto colazione col cornetto.
  • Una fetta di pane non ti farà ingrassare, il che non vuol dire che puoi prenderne cinque.
  • Le calorie ingerite di nascosto ti ingrassano lo stesso.
  • Invece le calorie ingerite all’estero non contano.
  • Non contano nemmeno le calorie a scrocco. Esempio: pranzo luculliano in ristorante a cinque stelle, a spese dell’azienda. Dieteticcismo.
  • Purtroppo, il fatto che i tuoi amici stiano ingrassando non ti fa dimagrire.
  • Se hai detto in giro che non ti importa più niente della dieta, non farti beccare mentre bevi una coca light.
  • Nel dubbio, evita i cibi che abbiano questo aspetto.

burrito
Il Country Breakfast Burrito della catena Hardee ha 920 calorie e 60 grammi di grasso.

L’uomo che amava le donne

 20080307_123334_6e347a09.jpg“Governerò per tutti ma soprattutto per coloro che non hanno tutto e per far diventare realtà le aspirazioni delle donne.” Cosi Zapatero all’indomani della sua vittoria alle elezioni in Spagna che lo riconfermano per quattro anni. Per noi donne italiane altri quattro anni per confrontarci con un modello di governo così geograficamente vicino e così politicamente lontano. Non voglio idealizzare Zapatero ma le differenze sono evidenti. Zapatero difende la laicità dello stato e non accetta le ingerenze dei vescovi. Convivenza, matrimonio gay, fecondazione assistita, legge di uguaglianza tra donne e uomini, divorzio veloce, controllo sulle taglie delle modelle. Queste sono alcune delle leggi e delle battaglie più vicine a noi portate avanti finora. Mentre tutte in Italia ci troviamo a difendere nuovamente la 194 dagli attacchi di un demagogo sovrappeso che pensa agli affari suoi, mentre le donne che lavorano e hanno bambini non hanno nessun sostegno né nella flessibilità degli orari di lavoro, né nella facilità di trovare assistenza, asili nido, ecc., mentre le coppie non sposate vivono ancora nel “peccato”, mentre chi vuole avere un figlio spesso va all’estero, mentre una donna che subisce uno stupro diventa colpevole, mentre un’altra viene picchiata, mentre una marca di abbigliamento con misure XS si fa pubblicità con la foto di un’anoressica, mentre stiamo per rieleggere un governo maschilista pensiamo, convinciamoci!, che non esiste solo l’Italia e la sua storia come modello. Pensiamo che con un pizzico di laicità e di coraggio si può fare molto di più, proprio come stanno facendo i vicini spagnoli. Facciamo pressione perché ciò accada. Forse farebbe bene anche rinfrescarsi le idee ricordando le battaglie femministe che sono state combattute negli anni ’70. E’ nelle sale un documentario interessante: Vogliamo anche le Rose di Alina Marazzi. C’eravamo, ci dobbiamo essere ancora!locandina.jpg 

Junior / Senior

Ok, tanto vale dirlo subito. L’altro giorno ho spizzato un undicenne. Per chi non è di Roma, spizzare significa concupire con lo sguardo. Mangiarsi con gli occhi. Non avete letto male, ho scritto “undicenne”, undici anni. Che cavolo, ne dimostrava almeno 15! Aveva i jeans a vita bassissima, con una catenella alla cintura, e si era sistemato i capelli col gel. Lo so, è illegale lo stesso. Nonché disgustoso, direte. Mettetemi in croce, allora, manica di moralisti!

Quando avevo 11 anni, i miei coetanei erano brufolosi e andavano in giro in tuta. Quelli di oggi sono scappati da una foto di Mario Testino.

In realtà, se dovessi pormi dei limiti di età per quanto riguarda gli uomini da desiderare – anche da lontano – direi che i paletti sono questi (non lasciamoci andare a facili allusioni intorno alla parola paletti…).

Limite massimo:

ecco uno dei miei ottantenni preferiti – gli altri due sono Umberto Veronesi e Hugh Hefner, ma non mi piacciono in quel senso. Mister Gerontofilia, Clint Eastwood.

clint

Limite minimo:

who the fuck is Zac Efron… chi se ne frega di lui e del suo fondotinta, quando la terra d’Albione ci regala questo peccato capitale. Nicholas Hoult.

nick

Be’, buona domenica anche a voi.

Le donne e il progresso

Oggi è otto marzo e sarebbe carino riflettere sulle notevoli conquiste delle donne nell’ultimo secolo, dall’abolizione del diritto d’onore ad un maggiore peso sociale fino all’agognata, non si sa bene ancora se compiuta, parità dei sessi… Se non fosse che si sta ancora manifestando per salvaguardare un diritto fondamentale come quello all’aborto che un ciccione con l’enfisema sta cercando di demolire e strumentalizzare ai soliti fini: potere, politica, propaganda.

Ok. Sono con voi ragazze, ma nello stesso tempo sono a casa, ostaggio di parenti vari in visita a Roma. Sono riuscita a ritagliarmi un angolino prima del pranzo per riflettere su questo otto marzo e sulle conquiste delle donne e comunque prima di venire trascinata nel solito triangolo delle bermuda Fontana di Trevi- Via del Corso- Piazza Navona, quindi prima che sia troppo tardi.

Si dice però che alcune delle più grandi conquiste per l’umanità siano quelle che, di pari passo con il progresso, riescono a migliorare la qualità della vita di tutti noi e di tutti i giorni.

Nell’antica Mesopotamia millenni fa, si narra sia stata inventata la ruota, nell’alto Medioevo sono stati inventati gli occhiali, Fleming scoperse la penicillina nei primi anni del secolo scorso e la comunicazione? Vogliamo parlarne? Dal telegrafo senza fili, alla radio, al telefono… Al cellulare, myspace, msn… E’ vero diritti e progresso hanno una storia perlomeno parallela. Senza diritti niente progresso, né beni, né qualità della vita. In questo quadro ai diritti delle donne si affiancano i progressi che migliorano la loro vita quotidiana… E questa è una questione che mi ha sempre affascinato…Ho quindi stilato un personalissimo elenco delle prime cinque invenzioni che, grazie al cielo, hanno reso la vita di noi donne qualitativamente invidiabile.

1. L’assorbente sottile con le ali. Non sono troppo vecchia da poter ricordare l’orrore dei “panni” da lavare, ma abbastanza da ricordare quel coso con uno spessore innominabile che mi ha fatto sentire osservata (proprio lì) durante tutte le scuole medie, quando ancora la mia povera coscienza sessuale era agli albori (ed era condita anche da un bel paio di baffetti che mi rendevano altro che attraente); per non parlare del fatto che, seppur di spessore innominabile, l’assorbente è, di per sé, la liberazione delle donne dalla schiavitù.

2. Il collant di microfibra. Mi sono ritrovata a zampettare davanti allo specchio in collant come non avrei mai saputo e voluto fare fino a una decina di anni fa. Non ho mai indossato un collant prima dell’avvento della microfibra. Quelle rare volte erano accolte con l’entusiasmo con cui si vede passare la cometa di Halley. Così è iniziata la leggenda sul perché io non portassi mai la gonna. Non la portavo perché non c’era la microfibra e non potevo trascorrere il tempo a grattarmi le gambe coperte di nylon o di filanca. Benvenuta microfibra, morbida e setosa!

3. L’epilatore elettrico (insomma il Silképil). Signori e signore, quale straordinaria invenzione! È un utile sostituto della ceretta, che insieme ai peli si tira via tutto il resto. Con un po’ di esperienza si passa che è una meraviglia e l’operazione può essere condotta ovunque sia presente una presa di corrente (terrazzini, divani e case delle amiche). Ex-aequo troviamo il nostro amato rasoio a tre lame. Non tagliuzza chirurgicamente come i suoi antenati, con i quali mi massacravo, sempre nel periodo delle medie.

4. La piastra per i capelli. I capelli lisci logorano chi non ce li ha. E non c’è nient’altro da aggiungere.

5. La spesa che ti arriva direttamente a casa. Questa è una cosa che ho appreso di recente, grazie ad Homera, avanzatissima e tecnologicissima come sempre, che mi ha svelato il mistero. Probabilmente il servizio era già attivo in paesi più audaci… Chi lo sa… E non si sa fino a che punto un’abitudine del genere potrà mai prendere piede e soppiantare quella nostrana del mercato rionale. Ma, vogliamo mettere le possibilità, anche solo teoriche, che il servizio schiude alla donna?

“Cosa c’è per cena tesoro”?

E se una è poco poco incazzata ed indossa anche il suo amico con le ali… “Alza la cornetta e chiedilo alla Coop”!

Ancora sui “mariti immaginari” e sui sogni delle ragazze

Fuori continua a piovere, dopo il post di Homera sto provando a ripensare ai miei di ex mariti o, meglio, amanti immaginari. Gli uomini un po’ archetipi che mi hanno fatto battere il cuore e che avrei fatto miei se solo ne avessi avuto la possibilità. Me ne vengono pochi, comunque ho fatto le medie negli anni ’70 quando era disdicevole sbavare per un idolo qualsiasi.Così crescendo ho snobbato con gran disgusto i protagonisti maschili de Il tempo delle Mele o di Laguna Blu. Stesso trattamento per i Wham, i Duran Duran e gli Spandau. Per fortuna ero già grande per innamorarmi di un manga. Erano altre le cose che mi attiravano. In particolare mi ricordo che mi ero piuttosto invaghita di John McEnroe, il pazzo che ha cambiato le regole del tennis introducendo una rabbia furiosa e incontrollata in un mondo piuttosto compassato.mcenroe.jpgMi piacevano i suoi capelli rossi e il fatto che fosse mancino. Era proprio speciale. Lo seguivo a Wimbledon, l’incredibile finale del 1984 contro Jimmy Connors… mi spinsi a scrivergli e rimasi basita quando mi arrivò a casa una sua cartolina autografata, prezioso trofeo da mostrare agli amici. Ma già nel 1985 la stella di McEnroe scemava e io da tempo sognavo sulle foto di un morto molto vivace.jimmorrison.jpgConsumai le pagine di Nessuno uscirà vivo di qui, litigando con la mia migliore amica beatlesiana di ferro. Un’estate andai a trovare Jim Morrison a Parigi sulla sua tomba, ci arrivai facilmente grazie alle frecce e le scritte in italiano che imbrattavano le tombe vicine.Poi fu di nuovo la volta di un vivo, il nerd per eccellenza. Se avevo un tipo fisico doveva essere proprio il contrario di James Spader, l’attore biondino di Sex, Lies and Videotapes.sex-lies-and-videotape.jpgEppure di lui mi piaceva tutto: anche il contrasto tra il faccino slavato e i ruoli tra l’asociale e l’ipersensibile che interpretava. James Spader ora è imbolsito ma continuo ad amarlo. Si butta nei ruoli più assurdi, che sia la fantascienza improbabile di Stargate o una commedia atipica come Secretary.

Grandi amori, fugaci avventure, riviste e videoclip.

Le notti di pioggia invitano al ricordo e alla nostalgia.
Come una star sul viale del tramonto, ho voglia di contare i miei ex mariti. Immaginari, of course.
Giurai amore eterno per la prima volta a 8/9 anni, e lui era Atreyu della Storia Infinita: una specie di Keanu Reeves in miniatura vestito da sioux. Certo che a vederlo oggi somiglia a Eva Longoria.

Atreyu
La storia era infinita ma quell’amore non era eterno.
Lo dimenticai nel momento stesso in cui un tastierista dalla chioma azzurra bucò il mio teleschermo sulle note di Cristina d’Avena.
Satomi fu una passione fugace ma intensa, che durò fino a quando non mi unii alle mie coetanee dodicenni e cominciai a comprare Cioè.
In quel periodo ero una vera zoccola immaginaria.
Amavo contemporaneamente Morten, Joey Tempest, un po’ Nick Kamen e tantissimo John Taylor. Per non parlare di River Phoenix, che fortunatamente dimenticai prima di restare vedova.
Poi, a un tratto, la rottura.
Il tempo dei fidanzatini ingenui era finito. Avevo conosciuto Axl Rose.

Axl
Una storia seria, importante, che sopravvisse anche agli amori in carne e ossa che finalmente iniziavano a popolare la mia vita adolescente.
Amai Axl senza riserve, nonostante gli occasionali tradimenti con Mike Patton dei Faith No More e Sebastian Bach degli Skid Row. Lo amai fino a che lui non cominciò a ingrassare, il grunge prese piede e le hair bands iniziarono a sembrarci a tutti un po’ ridicole.
Così, durante un pomeriggio davanti alla tv, conobbi sia Joey Ramone che Anthony Kiedis.
Di Joey amai la musica, ma Anthony mi fece arrapare come non era mai successo in 16 anni. Coerentemente, nella vita vera mi innamorai follemente di uno skater con i capelli fino alla cintola. Bono come il pane, nonstante il metro e mezzo di altezza, il mio nuovo red hot lover fu un punto fermo nella mia vita più o meno fino al 1996.
Fu quando smisi di sognare la California e iniziai a fantasticare su Manchester. I was feeling Supersonic. Liam è stato il uomo parallelo durante tutti i cinque anni con il mio ex, che invece odiava gli Oasis.
Da allora mi sono dedicata più al cinema. Ho eletto Ewan McGregor padre dei miei figli, ma ho finito per tradirlo con Benicio del Toro.

Benicio

Ho flirtato con Jake Gyllenhaal ma ho perso la testa per Cillian Murphy. Per non parlare di quella scappatella con Sayid… chi può resistere a un torturatore iracheno? Io no.

Il miglior alleato delle donne…


È forse la crema anticellulite? È forse la piastra per i capelli? È forse l’indispensabile amico gay? No, il migliore amico delle donne è un rasoio, ma un rasoio tutto particolare di cui non potremo più fare a meno… O almeno spero.

Molti anni fa, nel XIV secolo, il filosofo e frate francescano inglese William of Ockham espresse un semplice principio metodologico da quel momento il poi denominato appunto Rasoio di Ockham o Principio di Parsimonia cui tutti gli scienziati e i ricercatori sanno di dover fare appello quando le cose si fanno complicate e la luce in fondo al tunnel si allontana come un autobus appena perso. Il principio afferma l’inutilità di formulare più assunzioni di quelle strettamente necessarie per spiegare un dato fenomeno, in pratica suggerisce di optare per la spiegazione più semplice di un dato fenomeno.

 

 

 

 

 

 

I ricercatori e gli scienziati sono strani figuri. Quelli sicuri e positivisti hanno una fede incrollabile nella loro scienza e sono convinti di poche cose ma buone. Vivono bene e portano a casa la pagnotta. Quelli tormentati e fallibilisti si lambiccano il cervello per ore e tornano frustrati a casa. Molte volte hanno idee sotto la doccia, perché non smettono un attimo di pensare. A volte mi chiedo così, che proprio non mi viene in mente niente per giustificare l’accostamento se non un vago sentore totalmente ingiustificabile, cosa differenzi una donna in preda a tormenti sentimentali da un ricercatore che si lambicchi il cervello per ore e che faccia strani pensieri sotto la doccia.

Proviamo a vedere…Ore e ore a pensare, escogitare, supporre, indagare, investigare, sezionare minuziosamente, ricostruire, esplorare, analizzare, dedurre, scartare… Testimonianze, dati, repertori, elenchi, registri e schedari (lettere, fotografie, e-mail, sms, files audio), memorie umane e digitali, impronte e simboli, icone e segni. Ore e ore ad indire meeting, aggiornamenti e riunioni, colloqui e consulenze, con altri ricercatori della stessa risma, il cui unico risultato sono ore e ore, e ancora ore, a cercare di mettere insieme ipotesi e teorie, supposizioni e congetture alla ricerca di una spiegazione del perché…

Non ci chiama. Ci chiama e poi latita. Non latita ma non ci ascolta. Ci ascolta ma non ci fa domande. Ci chiede di uscire ma non ci offre da bere. Ci offre da bere e si gira in continuazione e poi, tutto d’un tratto, pof, ci ritroviamo nel suo letto.

Pertanto, cosa differenzia la donna in preda a tormento dal ricercatore sotto la doccia? Nulla sembrerebbe, dalle modalità con le quali trascorre la propria giornata, facendo ovviamente finta di dedicarsi ad altro. Nulla, tranne una cosa: l’uso del rasoio di Ockham, che la donna ancora non riconosce in quanto principio di parsimonia utile ad una sana attività investigativa.

Il rasoio di Ockham è la chiave per cui si può, arrivati al punto in cui si perde il lumicino, attenersi alla semplice regola: “Non aggiungere elementi quando non serve” perché la spiegazione, mie care, è più semplice di quanto possa sembrare:

 

 

 

Non chiama? Non ci vuole sentire. E non ci ama. Latita per giorni e giorni? Ha di meglio da fare. E non ci ama. Non ci ascolta? E’ impegnato con il suo ego. E non ci ama. Non ci fa domande? Non gli interessa niente della nostra vita. E non ci ama. Non ci regala nulla (ma proprio nulla, manco un pentolino per il latte?)? Non ci offre da bere? Non è tirchio. Non ci ama ed è pure abbastanza cafone da non rinunciare al suo drink in più per il nostro. Ci tratta come se fossimo invisibili? Non siamo la donna della sua vita. E non ci ama. E per ultimo, la falsa pista, quella più insidiosa…

 

Ci desidera? E’ il suo “giacomino” ad amarci, non lui. Ergo, non ci ama.